Il massacro di Dunblane del 13 marzo 1996: Thomas Hamilton entrĂ² nella scuola primaria scozzese, uccise 16 bambini e la maestra Gwen Mayor.
Il massacro di Dunblane è una delle ferite piĂ¹ profonde della storia britannica recente. La mattina del 13 marzo 1996, Thomas Hamilton, 43 anni, entrĂ² nella Dunblane Primary School, in Scozia, armato di pistole legalmente detenute. Raggiunse la palestra della scuola, dove si trovava una classe di bambini di Primary 1, e aprì il fuoco.
In pochi minuti furono uccisi 16 bambini e la loro insegnante, Gwen Mayor. Altri bambini e membri del personale rimasero feriti. Hamilton si tolse la vita nella stessa palestra, chiudendo la sparatoria prima dell’arrivo delle forze armate nell’edificio.
La strage portĂ² a un’inchiesta pubblica guidata da Lord Cullen e a una revisione profonda della normativa britannica sulle armi. Nel 1997, il Parlamento approvĂ² due interventi legislativi che portarono al divieto quasi totale delle pistole detenute da privati in Gran Bretagna.

Massacro di Dunblane: la palestra della scuola e i minuti dell’attacco
La mattina del 13 marzo, nella palestra della scuola si trovavano i bambini della classe Primary 1/13, insieme alla maestra Gwen Mayor, all’insegnante di educazione fisica Eileen Harrild e all’assistente Mary Blake. Hamilton entrĂ² nell’edificio e, prima di raggiungere la palestra, esplose alcuni colpi nell’area dell’atrio e dei servizi.
Quando aprì la porta della palestra, iniziĂ² a sparare contro insegnanti e bambini. Eileen Harrild e Mary Blake furono ferite mentre cercavano di proteggere e accompagnare alcuni alunni verso un ripostiglio laterale. Gwen Mayor venne uccisa nella palestra insieme a gran parte della sua classe.
Il rapporto Cullen ricostruì una sequenza molto rapida. Hamilton si mosse nella palestra, sparĂ² in piĂ¹ direzioni, colpì anche verso l’esterno e contro una classe vicina, poi rientrĂ² nell’aula ginnica e si uccise. L’intera sparatoria nella scuola durĂ² pochi minuti, ma lasciĂ² un bilancio devastante: 17 vittime innocenti, oltre all’autore della strage.
I nomi delle vittime sono rimasti al centro della memoria pubblica di Dunblane: Victoria Clydesdale, Emma Crozier, Melissa Currie, Charlotte Dunn, Kevin Hasell, Ross Irvine, David Kerr, Mhairi MacBeath, Brett McKinnon, Abigail McLennan, Emily Morton, Sophie North, John Petrie, Joanna Ross, Hannah Scott, Megan Turner e la maestra Gwen Mayor.
Il rapporto Cullen e la stretta sulle pistole
Dopo la strage, il governo britannico istituì un’inchiesta pubblica affidata a Lord Cullen. Il rapporto non si limitĂ² alla dinamica della sparatoria: ricostruì anche la storia personale di Hamilton, i precedenti allarmi, i rapporti con club giovanili, autoritĂ locali e polizia, e soprattutto il modo in cui era riuscito a mantenere licenze e autorizzazioni per le armi.
Uno dei punti piĂ¹ importanti riguardĂ² proprio le armi. Hamilton aveva portato con sĂ© due pistole semiautomatiche Browning da 9 mm e due revolver Smith & Wesson .357, tutte trovate accanto al suo corpo. Il rapporto evidenziĂ² criticitĂ nel sistema di certificazione e nel controllo dell’idoneitĂ al possesso di armi da fuoco.
La reazione politica fu rapida. Il Firearms (Amendment) Act 1997 vietĂ² le pistole di calibro superiore al .22 e impose restrizioni molto piĂ¹ dure. Dopo il cambio di governo, il Firearms (Amendment) (No. 2) Act 1997 estese il divieto anche alle pistole di piccolo calibro, completando di fatto il blocco della detenzione privata di pistole in Gran Bretagna, con eccezioni limitate.
Il massacro di Dunblane resta così una storia di dolore e memoria, ma anche di conseguenze legislative concrete. La Scozia scelse di ricordare soprattutto le vittime e di trasformare la tragedia in una richiesta di protezione collettiva: da quella palestra nacque una delle svolte piĂ¹ nette nella politica britannica sulle armi.